venerdì 13 dicembre 2013

Dall'autopubblicazione a un contratto editoriale. Elisa S. Amore: "Ecco i segreti del mio successo"

Nell'ultimo post vi ho presentato Elisa S. Amore (questo il suo sito internet) e le sue strategie di promozione e vendita di La carezza del destino, originalmente autopubblicato e ora nelle mani di Editrice Nord. Ho avuto inoltre la fortuna di intervistarla sulla sua esperienza, su quello che ha imparato e su come è riuscita ad arrivare a un grande gruppo editoriale come GeMS (di cui fanno parte Guanda, Garzanti, Corbaccio, Longanesi, TEA...). Ecco le sue risposte.

Mattia Bertoldi: Come sei arrivata all'autoproduzione? Ti sei prima rivolta a delle case editrici oppure hai accarezzato l'idea del self publishing man mano che proponevi il tuo manoscritto ai vari editori?
Elisa S. Amore: All’inizio ho seguito l’iter tradizionale, l’ho inviato ad alcune case editrici dopo averne studiato i cataloghi. Nel frattempo ho frequentato le fiere, ho conosciuto editor, ho cercato di far parte del mondo dell’editoria e acquisire esperienza. Così, quando ho capito che non avrei ricevuto risposte dalle case editrici, ho iniziato a pensare di pubblicare per conto mio.

MB: Ho letto in più interviste che il “periodo di incubazione” del tuo primo romanzo è durato tre anni. Durante questo lasso di tempo, quanti e quali professionisti ti hanno aiutato nel rendere il tuo primo romanzo “autopubblicabile”? Come è evoluto il testo e l'aspetto grafico del prodotto?
EA: Durante il periodo di “attesa” la storia è maturata molto, ho riletto il testo molte volte, cambiando sempre qualcosa, aggiungendo e tagliando. Le persone che ho incontrato mi hanno dato dei consigli, ma la vera evoluzione è avvenuta solo dopo, quando ho avuto l’occasione di lavorare con un editor professionista. Prima il romanzo mancava di un editing, mentre con la casa editrice il testo è stato esaminato “al microscopio”. 
La parte grafica l’ho sempre curata io, nell’auto pubblicazione. Ho editato tutto il materiale personalmente, ho lavorato anche alla copertina perché rispecchiasse i temi del romanzo. Nella nuova edizione è stata curata da dei grafici professionisti, anche se la casa editrice Nord mi ha sempre dato la possibilità di esprimere il mio parere.

MB: Come consideri l'autopubblicazione – una strada alternativa da prendere consapevolmente fin dall'inizio o un piano B da adottare solo in caso di rifiuti da parte degli editori?
EA: Consiglio sempre di provare prima la strada tradizionale o con l’invio alle case editrici o affidandosi a un agente. La strada dell’auto pubblicazione è impegnativa, soprattutto se si vuole tentare di emergere e va considerata come un’ultima risorsa. Se io avessi auto pubblicato dopo la prima stesura, non sarei sicuramente soddisfatta come lo sono adesso. Non bisogna avere fretta, l’attesa a volte può farci bene, anche se sul momento non sembra così.

MB: Cosa rispondi a chi sostiene che le opere autopubblicate sono solo spazzatura e non godono della benché minima qualità? Ti sei mai trovata confrontata a una questione del genere, nel tuo periodo da autrice indie? 
EA: In generale, non è giusto giudicare qualcosa senza aver prima valutato il contenuto. Su internet ci sono diverse scuole di pensiero e c’è chi addirittura odia la categoria degli auto pubblicati e io - come succede prima o poi a tutti quelli che decidono di intraprendere questa strada - ne ho incontrato qualcuno. Penso però che sia davvero inutile accanirsi contro un autore che sceglie una strada diversa, qualunque sia il motivo della scelta. Chi si accanisce, il più delle volte ha delle ragioni personali, altrimenti, se si è lettori disinteressati, basta non acquistarlo o non leggere ciò che non ci piace, si possono sempre leggere i pareri degli altri e, se non ci si fida, gli store online ti danno la possibilità di scaricare un’anteprima gratuita. Nessuno è obbligato. E nessun libro è una garanzia, nemmeno quelli pubblicati dalle CE. Certo il rischio è minore, ma ogni libro può piacere o meno, a seconda del proprio gusto personale, del proprio umore o del momento nella vita in cui si legge. Un libro può lasciare a ognuno emozioni diverse e bisogna rispettare il parere di tutti. 

MB: Soprattutto nei primi tempi, come ti sei mossa a livello di promozione? Ti sei affidata alle reti sociali, al tuo sito internet oppure il passaparola ha semplicemente preso il sopravvento?
EA: Ho studiato tutto mesi prima. L’auto pubblicazione ha un grosso limite: la scarsa visibilità. Se non ci si dà da fare il libro scompare tra i tanti titoli che invadono la rete. Io ho cercato sin dall’inizio di distinguermi, cercando di attirare l’attenzione del potenziale lettore e suscitarne l’interesse attraverso link, giochi, sondaggi e iniziative originali. Da poco, ad esempio, si è concluso il BE TOUCHED contest, in cui i partecipanti dovevano scrivere TOUCHED SAGA in una parte diversa del proprio corpo, a seconda della tappa. Hanno inviato molte foto, ma soprattutto si sono tutti divertiti e hanno avuto la possibilità di vincere dei premi finali. Qui puoi vedere l’album con le foto. Questo è un esempio, ma ho organizzato molte altre cose e altre ne organizzerò. La cosa più importante quando si pubblica il proprio libro è mettersi in gioco.

MB: Come è nata l'idea di promuovere il tuo romanzo al cinema, prima della proiezione di un film della saga di Twilight? Hai notato sensibili cambiamenti nel numero di copie vendute su Internet?
EA: L’idea è nata con il mio desiderio di far conoscere la storia a più persone possibili. Per promuovere il libro, tra le diverse opzioni (fare presentazioni in giro per l’Italia, far stampare libri da vendere, etc) ho fatto una scelta diversa e in un certo senso “studiata”, facendo proiettare il mio booktrailer prima di Breaking Dawn 2, mirando a cogliere l’attenzione del giusto target di lettori. Sicuramente non è stato facile riuscirci, ma ha permesso al mio libro di avere quasi la stessa visibilità che hanno i libri in libreria, visto che il problema più grosso dell’auto pubblicazione è la scarsa visibilità. 
Il boom è partito subito dopo la messa online del romanzo, grazie ai blog che ne hanno parlato in anteprima, alla curiosità che è riuscito a suscitare il sito web che io stessa ho creato (pur non avendo mai studiato CEO) e soprattutto grazie al passaparola dei lettori. Dopo poche ore infatti ha raggiunto il primo posto tra i Bestseller fantasy di Amazon. Il trailer, invece, è uscito una settimana dopo; ha sicuramente contribuito, ma il passaparola aveva già preso il sopravvento. 

MB: Quando hai constatato che le vendite andavano bene, hai avuto la sensazione che qualche editore ti avrebbe chiamato o hai continuato a ragionare come autrice indie?
EA: Lo speravo. Dentro di me ho sempre covato la speranza di arrivare in libreria. I primi contatti sono arrivati solo dopo due settimane. Però sono sempre rimasta con i piedi ben piantati a terra. Ho continuato per la mia strada, valutando il da farsi a ogni nuova occasione, ma proseguendo nella promozione come avevo sempre fatto, infatti dopo due mesi ho messo online il secondo libro della saga. Fin quando dopo altri due mesi li ho ritirati entrambi dalla vendita.

MB: Quando ti hanno contattato per la prima volta delle case editrici tradizionali? Come sono arrivate al tuo nome e come si sono messi in contatto con te?
EA: La prima casa editrice mi ha contattata dopo due settimane, poi è arrivata una proposta dalla Spagna, da un editore che ne ha comprato i diritti, e subito dopo molte altre da grandi editori italiani. Penso che mi abbiano notata perché il libro era stabile ai primi posti delle classifiche online. Inoltre la gente ne parlava, il passaparola è molto importante perché è quello che ti fa andare avanti. Soprattutto, però, l’auto pubblicazione permette di avere un primo riscontro dai lettori, che sono i giudici più importanti e, dai molti pareri positivi, probabilmente le case editrici hanno visto che la storia arrivava al cuore del lettore e hanno deciso di leggerla e valutarla.

MB: Davanti alle loro offerte hai mai pensato di rifiutare, mantenendo l'autonomia guadagnata con l'autoproduzione?
EA: Nemmeno per un secondo. Il mio sogno è rimasto quello da cui ero partita: vedere il mio libro sugli scaffali delle librerie. 

MB: In sintesi, quali sono le ragioni che ti hanno spinta a scegliere di firmare un contratto con una casa editrice tradizionale? Quali, insomma, i vantaggi diretti a te come scrittrice anche in termini di vendite e distribuzione?
EA: Dopo tanti sforzi sono finalmente riuscita ad attirare l’attenzione degli editori con le mie sole forze. L’auto pubblicazione è stata per me un trampolino di lancio, ma con la nuova edizione ho avuto la possibilità di lavorare con molte persone, ognuna delle quali si è occupata di un aspetto diverso: dall’editing, all’ufficio stampa e a quello marketing e così via. E poi, sinceramente, trovo difficile immaginare che qualcuno possa rifiutare di firmare un contratto con un grosso editore. 

MB: Quali sono invece gli “svantaggi”, cioè quegli aspetti su cui prima eri unica giudice mentre ora sei costretta ad affidarti agli altri (es. copertina)? È difficile “cedere il passo” dopo un'esperienza come quella dell'autoproduzione?
EA: Secondo me non si possono chiamare “svantaggi”. Con l’auto pubblicazione puoi scegliere tutto da solo, è vero, ma devi anche farti carico di tutto. Con l’editore si dividono i doveri, ma anche i diritti, come è giusto che sia. La casa editrice investe su di te, ti porta in tutte le librerie d’Italia, è giusto scendere a qualche compromesso. Almeno io ho questa visione perché ho avuto a che fare con persone splendide, che mi hanno coinvolto nel processo decisionale, ascoltando sempre il mio parere. Loro si sono fidati di me e delle mie idee e io della loro esperienza. C’è un rispetto reciproco e di questo sono grata perché conosco autori che non sono stati così fortunati.

MB: La tua nuova casa editrice si è detta preoccupata di lanciare sul mercato un romanzo (seppur migliorato) già entrato in circolazione quasi un anno fa?
EA: Questo dovresti chiederlo a loro XD Scherzi a parte, non mi hanno mai dimostrato di essere preoccupati, anzi. Sin dall’inizio hanno accolto me e il mio romanzo con molto, moltissimo entusiasmo. Sin dal primo giorno in cui ho incontrato il direttore editoriale, insieme agli editor Nord, nell’ufficio del mio agente. Erano entusiasti, volevano saperne di più e non vedevano l’ora di pubblicare la storia. Infatti già ad aprile uscirà L’inganno della notte, il secondo libro della saga.

MB: Di chi è stata l'idea di distribuire due racconti/prequel gratuitamente? Tua o della casa editrice? Come la giudichi?
EA: Mi è stato proposto di scrivere dei racconti sui personaggi per far conoscere il mio stile in via gratuita a coloro i quali non mi conoscevano ancora. Allo stesso tempo, i miei lettori più affezionati hanno potuto approfondire degli aspetti della storia. Sono stata entusiasta di tornare indietro nella vita dei personaggi e far vivere loro altre avventure, anche perché ho avuto carta bianca, la casa editrice non mi ha imposto nulla, né limiti, né tematiche. Mi sono divertita e probabilmente arriveranno altri racconti.

MB: Sei arrivata a una casa editrice attraverso l'autopubblicazione, un percorso che ha pochi eguali oggi sul mercato italofono. Pensi che un'esperienza del genere ti abbia migliorato come scrittrice? Avresti preferito arrivare all'Editrice Nord con un manoscritto quattro anni fa o in fondo è stato meglio così?
EA: Sì, penso che mi abbia migliorato. Non solo ho fatto molta esperienza durante il mio percorso di auto pubblicazione, perché ho dovuto cimentarmi in molte situazioni nuove che oggi fanno parte del mio bagaglio, ma ho avuto anche l’opportunità di entrare in diretto contatto con i lettori, di ascoltare i loro pareri sulla storia, scoprire cosa andava migliorato. E con la casa editrice ho colto l’occasione per migliorare il romanzo anche seguendo i consigli che avevo raccolto nella mia prima esperienza.
Come dico sempre, se avessi pubblicato quattro anni fa, anche con grossa una casa editrice, non sarei soddisfatta del racconto come lo sono adesso. Anche se quando aspetti una risposta non sembra così, l’attesa alla fine fa bene al romanzo perché, se continui a crederci e a lavorarci, finirai per migliorarlo. Il mio consiglio è quello di non arrendersi, prima o poi, se la storia è buona, arriverà nelle mani giuste.

venerdì 4 ottobre 2013

I metodi di promozione di Elisa S. Amore, Penna indipendente passata all'editoria tradizionale

Si intitola La carezza del destino il romanzo di Elisa S. Amore pubblicato da Editrice Nord e disponibile da ieri in libreria; rappresenta il primo capitolo di una saga paranormal romance (sottogenere del fantasy contemporaneo) intitolata Touched e rivolta perlopiù a un pubblico adolescenziale. Come mai ne parlo? Be', perché l'autrice (classe 1984, siciliana) in passato aveva già autoprodotto e pubblicato il titolo su Youcanprint e sulle principali piattaforme digitali (Amazon, Apple...); il successo è stato pressoché immediato e la giovane Penna indipendente è riuscita negli ultimi mesi non solo a strappare un contratto a un'importante casa editrice italiana (fa parte del Gruppo editoriale Mauri Spagnol), ma anche a vendere i diritti a un editore spagnolo e farseli opzionare da una casa di produzione cinematografica (ne hanno parlato Affari Italiani e Booksblog).

Come già accaduto in passato con altri autori indie italofoni ed esteri, non è mia intenzione recensire il romanzo bensì analizzare brevemente alcuni metodi di promozione utilizzati dalla scrittrice sul suo sito ufficiale per coinvolgere gli utenti e vendere i propri titoli. Ovviamente la strategia di Elisa S. Amore non si può applicare a ogni genere letterario o a qualunque target, ma sono sicuro che potrà fornire più di uno spunto a chi scrive ed è interessato all'autoproduzione editoriale.

  • Il primo impatto tra immagini e musica
    Dopo aver cliccato sul sito dell'autrice e aver selezionato la lingua, il potenziale lettore è accolto dall'immagine di copertina del libro e una suadente melodia che parte in automatico. La prima impressione è sempre molto importante e non bisogna dimenticare che buona parte degli utenti rimarrà sulle nostre pagine per qualche secondo appena, prima di dedicarsi a qualcos'altro. In questo caso l'impatto emozionale sul target di riferimento (young adult, quindi giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni circa) è garantito. Anche i passaggi estratti dal libro sono presentati con la medesima immagine sullo sfondo, cosa che rende il contenuto più distintivo e (di conseguenza) più facilmente condivisibile sulle reti sociali;

  • I booktrailer
    Non rappresentano una novità assoluta in campo editoriale, ma in questo caso sono più di uno e arricchiti da una chicca: la saga di Touched è stata promossa nel novembre 2012 in numerosi cinema italiani grazie a un filmato proiettato prima di Twilight - Breaking Dawn parte 2. Al di là dei possibili costi, è interessante notare come sia stato scelto uno strumento promozionale molto preciso a livello di target, nella consapevolezza che fosse necessario cavalcare l'onda del successo della saga creata da Stephenie Meyer in modo da raggiungere buoni risultati di vendita;

  • Ebook gratuiti
    Dal sito dell'autrice è possibile scaricare due racconti/prequel in formato ebook senza pagare un centesimo. Il vantaggio è duplice: da una parte si dà al curioso prova del proprio stile per convincerlo ad acquistare l'opera principale, dall'altra si accontentano i fan con storie inedite legate al filone principale della saga;

  • I commenti
    La pagina dei commenti è impressionante in quanto a lunghezza. Anziché linkare i siti in cui gli utenti hanno lasciato la loro opinione, l'autrice li ha copiati e incollati rendendoli facilmente consultabili e a disposizione di tutti. Il risultato è un muro di parole che convince il visitatore della popolarità del testo, ancor prima che della qualità. E la voglia di scoprire per quale motivo il libro è piaciuto a così tanta gente aumenta considerevolmente;

  • Il Blog Tour
    Una volta venuta a conoscenza della data di uscita del libro (il 3 ottobre, come detto), l'autrice ha organizzato un blog tour condito da iniziative e premi. A partire dal 12 settembre e per una volta a settimana ha coordinato l'uscita di quattro interviste su altrettanti siti dedicati alla letteratura fantasy, facendo corrispondere a ogni pubblicazione una sorpresa - un nuovo test da compilare su Facebook (vedi sotto), il lancio del booktrailer ufficiale (vedi sopra) e un concorso con in palio quattro copie autografate (giveaway). Per vincerle bisogna seguire una serie di istruzioni che portano l'utente a commentare un post rivelando a tutti perché vorrebbe leggere La carezza del destino. In più, è possibile guadagnare punti extra e avere maggiori chances di successo coinvolgendo il maggior numero di amici sulle principali reti sociali e distribuendo like su Facebook. Risultato: oltre 3800 partecipanti al concorso a fronte dei circa duemila "amici" di Elisa S. Amore su Facebook. Insomma, un passaparola che ha funzionato bene;

  • I test
    Forse ai più sembreranno puerili stupidaggini, ma sono convinto che test sull'uomo ideale o su come ci si innamora contribuiscano a coinvolgere l'adolescente lettore e a immergerlo nella dimensione sentimentale del romanzo. In più, lo spingono a condividere risultato o quiz con gli amici tramite passaparola, con conseguente promozione del sito e del libro;

  • Non stiamo ovviamente parlando della console videoludica prodotta da Sega negli anni Novanta, ma dagli attori che l'autrice ha selezionato come fonte di ispirazione e/o ingaggerebbe per impersonare i personaggi del suo libro. Dalle descrizioni scritte alle immagini vere e proprie quindi, in nome dell'immediatezza - l'utente può dedurre in pochi sguardi i tratti principali dei protagonisti e, eventualmente, lasciarsi incuriosire. In più, sono convinto che i volti delle stelle del cinema selezionate diano indirettamente una certificazione di valore all'opera, quasi fungessero da ambasciatori ufficiali del libro. Anche il richiamo a Twilight, in questo caso, è ovvio.

Concludo con l'annunciarvi che questo post sarà seguito da un'intervista a Elisa S. Amore per la quale sto raccogliendo le ultime domande. Invito quindi tutti i lettori a partecipare proponendo quesiti e curiosità; c'è tempo sino a domenica 6 ottobre.

lunedì 26 agosto 2013

Le nuove frontiere dell'ormai non più tanto "self publishing"

Si chiude in questi giorni la GamesCom di Colonia, la fiera dedicata ai videogiochi più importante d'Europa. Perché ne parlo in un blog dedicato alla letteratura? Perché l'evento è coinciso con la notizia che Microsoft fornirà dei kit di sviluppo agli sviluppatori indipendenti dando loro la possibilità di creare e vendere dei videogiochi autoprodotti su XBox One, console di ultima generazione in vendita entro fine anno in tutto il mondo.

Si tratta solo di uno degli ultimi traguardi del fenomeno "self publishing" che, anche in campo letterario, sta vedendo sorgere nuove frontiere. Se qualche mese fa veniva visto solamente come tecnica per saltare a piè pari la necessità di un editore e raggiungere nella maniera più diretta possibile il lettore, oggi l'autopubblicazione sta portando i due estremi (autore da una parte, casa editrice - o comunque fornitrice di servizi editoriali - dall'altra) ad avvicinarsi in maniera considerevole. Lo scrittore è insomma sempre meno "self", al punto che lo statunitense James Altucher ha parlato di una nuova fase per l'editoria in un post su TechCrunch ricco di consigli rivolti alle Penne indipendenti.

L'autore definisce 1.0 l'editoria tradizionale, 2.0 il "self publishing" immediato e istantaneo che ha creato così tanto entusiasmo negli ultimi tempi e 3.0 una forma di indipendenza letteraria più attenta al design, all'editing e al marketing del libro - sia esso digitale o cartaceo. Insomma, la stessa differenza che io pongo tra i termini "autopubblicazione" (dove l'autore si preoccupa solo di pubblicare) e "autoproduzione letteraria", dove ogni aspetto relativo al prodotto è curato da un esperto del settore (la copertina è elaborata da un grafico, il testo curato da un editor professionista ecc.). (Un commento sul post di Altucher è disponibile anche su Finzioni Magazine.

Vediamo allora che cosa sta succedendo sul mercato italofono, in piena fase 2.0 e impaziente di passare alla prossima versione.


  • Un successo inaspettato per un testo figlio del "self publishing"
    Ti prego lasciati odiare
    , opera autopubblicata da Anna Premoli e poi rilevata dalla Newton Compton (di questo avevo già parlato qui) si è aggiudicato il premio Bancarella. Lo so, lo so: i premi letterari suscitano più dubbi sul metodo di assegnazione che applausi e anche la qualità del romanzo non ha convinto proprio tutti (basti vedere questo post su Cercando Oblivia), ma una cosa è innegabile: un libro autopubblicato è arrivato a vincere uno dei maggiori titoli letterari in Italia. Dopo il successo internazionale della trilogia 50 sfumature di (nato come progetto self published ispirato a Twilight), un altro segno di maturità per il fenomeno;

  • Il dibattito è in fermento
    L'evoluzione dell'autoproduzione letteraria sta suscitando sempre più discussioni, complice la costante presenza di opere indie nelle classifiche degli ebook più venduti. Se ne stanno interessando giornalisti, critici letterari e autori, mentre sui siti specializzati nascono i primi dibattiti sul tema e i blogger raccontano la loro esperienza da Penne indipendenti ed esordienti (due esempi qui e qui);

  • Il numero di strumenti a disposizione dell'esordiente cresce di giorno in giorno
    Sul web stanno nascendo nuove piattaforme di autoproduzione, da Kobo Writing Life a Bookolico passando per BackTypo di Narcissus, ognuno contraddistinto da particolari caratteristiche che rendono più semplice la vita dell'esordiente: su Kobo (come spiegato su EbookReaderItalia) è possibile agire direttamente sul testo e vedere le modifiche sul formato ePub in tempo reale. Gli addetti di Bookolico garantiscono invece assistenza agli iscritti e il prezzo delle loro opere viene adeguato in base al numero di vendite e di richieste da parte dei clienti. Con BackTypo, infine, si mira a rendere il più semplice possibile la formattazione del testo in ePub partendo da file DOC o PDF. A questi si aggiunge BookMaker, prodotto made in Narcissus per chi ambisce a vendere le proprie opere in formato cartaceo;

  • Nascono nuove forme di accompagnamento rivolte alle Penne indipendenti
    A tal proposito la già citata Newton Compton e la DeAgostini hanno creato Libro/mania, un programma di Assisted Self Publishing in cui forniscono gratuitamente agli autori indie tutta una serie di servizi editoriali e garantiscono loro ricavi fino al 50% del prezzo di vendita. Sino a ora sono sei i titoli selezionati e pubblicati, ma a giudicare dai commenti rivolti su Amazon a Ricette di famiglia l'editing non è così rigoroso come ci si potrebbe aspettare.


Insomma, qualcosa si sta muovendo e le iniziative qui menzionate sembrano portare verso quello che gli esperti considerano il futuro delle case editrici: l'offerta di una vasta gamma di servizi editoriali rivolti non solo ai loro autori, ma anche alle Penne indipendenti che si sentirebbero così sempre meno "self", ma non per questo meno indipendenti. D'altra parte è logico: se l'autoproduzione letteraria richiede strumenti di formattazione facili e immediati da utilizzare nonché un bacino di professionisti del settore dal quale scegliere quello più adatto alle nostre esigenze, gli editori hanno la possibilità di essere in prima fila e garantire la loro autorevolezza agli autori indie più meritevoli, ma a patto di non approfittarsene.

Ciò che ne ricaverebbero - oltre alla dovuta retribuzione - è una vasta azione di "scouting" che permetterebbe loro di scandagliare la Rete e pescare dal mazzo gli autori più promettenti sia dal punto di vista letterario, sia da quello commerciale - scrittori quindi già avvezzi a comunicare con centinaia di potenziali lettori via blog, Facebook, Twitter e quant'altro. Anziché spacchettare, catalogare e leggere manoscritti di oscuri esordienti sarà sufficiente dare un'occhiata a due o tre profili e ad altrettante schede di presentazione di un qualunque ebook per rendersi conto se si ha a che fare con aspiranti professionisti o semplici dilettanti (un po' come fa Rosario Maria Oliveri con le sue Recensioni a colpo d'occhio). Si potrà inoltre tastare il polso degli utenti e dei lettori, valutare le recensioni presenti online e contattare direttamente l'autore.

Il "self publishing" come vetrina, insomma, dove è necessario presentarsi con il vestito della festa addosso, e non la prima cosa che capita; ciò costringerebbe gli autori a elevare i loro standard qualitativi, a beneficio di tutto il movimento indie. Ma per questo - presumo - ci sarà ancora tempo.