giovedì 3 gennaio 2013

Nove mesi di autoproduzione: ecco i risultati


Il mio ebook reader (un ottimo Sony PSR-T1) ha compiuto pochi giorni fa un anno di vita. Mi è stato regalato dalla mia lungimirante fidanzata e ha rappresentato l'inizio di tutto. Dopo qualche mese di lettura digitale e un Primo piano dedicato all'autoproduzione editoriale e pubblicato dal Corriere del Ticino a gennaio 2012, a marzo ho deciso di lanciarmi sul mercato come Penna indipendente. Ho agito su due fronti: da una parte la pubblicazione di due ebook (poi divenuti tre a luglio, tutti visibili qui a destra), dall'altra la fondazione di questo blog. E oggi è venuto il momento di tirare le prime somme.

  • Sulle tracce di Re Artù
    Si tratta del mio primo titolo apparso in Rete in formato EPUB, MOBI e PDF. Come sapete, tratta del reportage di un viaggio svoltosi in Cornovaglia nell'autunno 2010. La prima pubblicazione risale al 17 marzo 2012. Su Smashwords l'opera è sempre rimasta gratuita, ma per diffonderla anche su Amazon e Stealth ho dovuto selezionare il prezzo più basso a mia disposizione: 99 centesimi di euro. Ebbene, in poco più di nove mesi Sulle tracce di Re Artù ha totalizzato 210 download di cui circa il 15% a pagamento.
  • 690 anni dopo e altri racconti
    Pubblicato due settimane dopo, questa raccolta di racconti ha viaggiato in parallelo con Sulle tracce di Re Artù. Le modalità di prezzo e vendita, infatti, sono le medesime. Inizialmente ha stentato un po' a ingranare, ma in poco tempo ha superato il reportage di viaggio britannico assestandosi sui 229 download di cui circa l'8% a pagamento.
  • Quelli del bar Bocc
    L'ultimo arrivato della mia produzione è stato pubblicato su tutti i canali il 18 luglio al prezzo di 2,5 franchi (circa due euro); un paio di mesi dopo è stato scontato del 50% e oggi costa poco più di un franco (un euro circa) su tutte le piattaforme. In 34 hanno scaricato l'anteprima gratuita del testo - circa 50 pagine su 120. In dieci hanno invece pagato il prezzo intero per avere il file integrale.
  • Blog Penne indipendenti
    Sorto nel marzo 2012, è partito in sordina con una media di circa 20 visite a post. In pochi mesi le cose sono cambiate: a inizio dicembre è stato abbattuto il muro delle 3000 visite e oggi sono un centinaio le visite medie per ogni nuovo articolo, ma evidenziano una rapida progressione.

Quindi, tirando le somme, in nove mesi gli utenti hanno scaricato dai miei canali oltre 460 ebook ai quali si sommano oltre 3300 visite al mio blog e circa 4000 clic sul mio sito personale (periodo dicembre 2011-dicembre 2012). Dal punto di vista finanziario, tolte le tasse e le percentuali dovute alle piattaforme di vendita, totalizzo all'incirca 25 franchi (20 euro). Abbastanza per pagarmi due pizze e mezzo litro di acqua minerale - sì, qui in Svizzera le pizze sono abbastanza care.

Se dovessi fare un conteggio delle ore spese nell'indipendenza letteraria e confrontarlo al guadagno netto ottenuto in nove mesi, potrei affermare tranquillamente che non ne è valsa la pena. Ma come ho sempre detto: non è per il guadagno immediato che uno deve scegliere questa strada. Bisogna puntare sul medio-lungo termine, su un ventaglio di esperienze che vada a completare i nostri curricula letterari. Lasciatemi quindi dire cosa mi ha dato veramente questo percorso:

  • l'incontro con altre Penne indipendenti che interagiscono con me, commentano i post e li condividono con i loro amici;
  • una maggiore consapevolezza della realtà editoriale che mi ha permesso di arrivare con maggior agevolezza alla pubblicazione di "Ti sogno, California" grazie a Booksalad;
  • la collaborazione in qualità di consulente con la Scuola di scrittura Yanez di Andrea Fazioli, scrittore ticinese per Guanda Editore;
  • l'intervista su Narrativa Digitale del buon vecchio Rosario Maria Oliveri - un'altra persona che non avrei mai conosciuto se non avessi intrapreso questa strada;
  • la possibilità di aiutare e consigliare chi vuole seguire la via dell'indipendenza letteraria o, più semplicemente, trasformare un proprio scritto in libro ed ebook per distribuirlo ad amici e parenti;
  • e così via.

Insomma, Bildungsblog doveva essere e Bildungsblog è stato (e lo è tuttora), perché non tutti i traguardi possono essere quantificati in euro o in dollari. Ora è tempo di andare avanti. Dritti per questa strada, non senza dubbi o esitazioni, ma indipendenti più che mai.

venerdì 28 dicembre 2012

Scribd.com e Issuu.com, ovvero il modo migliore di condividere i vostri PDF


Oggi torno a parlare di piattaforme in vista di un post più corposo che mi vedrà tirare le somme dopo circa sette mesi di autoproduzione letteraria. Come insegna Konrath (autore statunitense di cui ho già parlato) elencherò le cifre inerenti i miei tre ebook, il mio blog e il mio sito Internet per capire dove si può migliorare e fare di più.

Ma veniamo al sodo: Scribd.com e Issuu.com sono due piattaforme ideate per caricare su Internet file di diverso formato, PDF inclusi. Insomma, se cercate un sito Internet dove mettere a disposizione di tutti i vostri testi, questi fanno al caso vostro. Rispetto alle dirette concorrenti presentano infatti numerosi vantaggi. Innanzitutto i loro servizi sono gratuiti - è sufficiente iscriversi per poter trasferire i propri testi che risulteranno così visibili a ogni utente. Inoltre, non c'è una data di scadenza come capita su altri portali dove i file sono scaricabili per un periodo breve (di solito 45 o 60 giorni). Unica "pecca": su Scribd, per poter salvare sul proprio PC un file di un altro utente, è necessario essere iscritti al portale - ma l'operazione ruba pochi minuti.

Qualcuno potrà domandare: perché caricare su Internet un PDF quando posso benissimo copiare il testo sulle pagine del mio sito o del mio blog, senza tante complicazioni? Ebbene, questo è uno dei primi insegnamenti che ho carpito dalla Rete all'inizio di quest'anno: le opere (siano esse brevi racconti, poesie o articoli giornalistici) devono essere scaricabili da Internet, e non semplicemente leggibili o disponibili.

La ragione è semplice: così facendo permetterete ai visitatori di scaricare il testo e archiviarlo sul proprio computer/tablet/cellulare in modo da poterlo leggere in un secondo momento, per esempio lungo il tragitto casa-lavoro o in viaggio. Ma non è solo la comodità del lettore che giustificherà tale scelta. Il file presente sul suo database rappresenterà infatti un memorandum costante della vostra esistenza, un incentivo alla lettura del testo e - allo stesso tempo - al download di ulteriori ebook o scritti. Per di più, è molto facile che l'utente condivida il testo con qualcun'altro grazie a un'e-mail o a un semplice copia/incolla, se sarà di suo gusto. Infine, vi sarà più facile tenere d'occhio il numero di download per capire che cosa piace di più ai vostri lettori.

Le piattaforme dedicate agli ebook in formato EPUB e MOBI (Smashwords, Stealth, Amazon,...) sono quindi sì importanti, ma non sottovalutate ciò che Scribd e Issuu possono fare i vostri file PDF. Il successo di voi, penne indipendenti in erba e non, passa anche da loro.

lunedì 3 dicembre 2012

Mauro Casiraghi, da Fazi Editore ad Amazon


Il post di oggi è dedicato a una nuova realtà. Dopo aver discusso di recente di autori passati dall'autoproduzione all'editoria tradizionale, oggi parliamo di una Penna che ha fatto il viaggio inverso e che contribuisce a rendere l'indipendenza letteraria sempre più possibile, sempre più degna di essere scelta. Stiamo parlando di Mauro Casiraghi, sceneggiatore televisivo ed esordiente per Fazi Editore con La camera viola nel 2007 e vincitore di due importanti riconoscimenti letterari l'anno successivo - il Premio Carver e il Premio Cassola.

In un'interessante intervista rilasciata a Bibliocartina, Casiraghi offre degli inediti scorci dell'editoria italiana. Innanzitutto i risultati commerciali dell'esordio con Fazi: "2000 copie cartacee ed altrettante in ebook"; un "discreto successo". L'ennesima dimostrazione che oggi, anche riuscendo a pubblicare con una casa editrice importante, non è evidente vendere ingenti quantità di libri.

Una seconda sorpresa deriva dal racconto di Casiraghi circa la caccia a un editore per la sua seconda opera, Un chilo di cenere. Una ricerca infruttuosa durata oltre un anno, e questo nonostante i contatti accumulati grazie all'esperienza con Fazi e il beneplacito di editor di punta. Tutti gli hanno confermato la validità del testo, nessuno sapeva come si sarebbe potuto promuovere un libro del genere sul mercato editoriale odierno.

Da qui la decisione di autoprodursi e affidarsi all'agenzia letteraria AC² Literary Agency, fondata dall'ex traduttrice Anna Mioni (qui un'intervista sulla sua carriera). L'esperienza di questa Penne indipendente può quindi essere istruttiva anche a livello di modus operandi, dato che le sue dichiarazioni comprendono dettagli sulla commissione destinata all'agenzia. "Pubblicando con Amazon ottengo in ricavato il 70% del prezzo di copertina, mentre il 30% rimanente lo trattiene Amazon. L’agenzia letteraria riceve invece il 10% del mio ricavato".

Rimpianti? Uno solo, quello di non poter produrre il romanzo in formato cartaceo. Una mancanza che potrebbe condurlo ad accettare in futuro la proposta di una casa editrice, ma tant'è: il dado è ormai tratto. La decisione di Casiraghi - sia essa motivata dall'impazienza di pubblicare o da ragioni di marketing, tutto è possibile - avvalora sempre di più l'ipotesi dell'autoproduzione in campo editoriale, a patto che sia vincolata dal lavoro di professionisti precedentemente assunti. Per concludere, rinvio a un'ulteriore analisi del caso Casiraghi da parte di Scuola Twain con approfondimento sull'attuale situazione editoriale in Italia e al lungimirante post di Antonio Tombolino, fondatore di Narcissus che spiega quali rischi e opportunità offre questo momento di crisi.